sabato 6 aprile 2013

Alla fine del tunnel di viale Adua



Mi piace il concetto di serendipità (serendipity), la capacità di scoprire cose diverse da quelle che si stanno cercando. Colombo voleva le Indie e trovò l’America, l’astronomo Herschel osservava una cometa e scoprì il pianeta Urano, la compagnia farmaceutica Pfizen sognava una cura per l’angina pectoris e tirò fuori il Viagra. L’esperienza giornalistica mi ha insegnato che quando esci torni sempre con qualcosa nel taccuino. Magari quello che non ti aspetti.
Un sabato mattina di due anni fa ho preso la reflex per andare a inseguire uno dei miei pallini: l’ingresso dalla parte di Bunnari della galleria dell’acquedotto, quella che inizia dentro la palazzina liberty (che liberty non è) in viale Adua. Per lavoro avevo visitato l’inizio del tunnel diverse volte e ho sempre avuto il desiderio di percorrerlo tutto. Un’amica mi ha raccontato di aver esplorato l'apertura che si affaccia sulla Valle dei ciclamini. Un tecnico mi ha spiegato che probabilmente non è possibile attraversare tutta la galleria per il crollo del soffitto in alcuni punti e problemi di aerazione. Sono così andato a cercare il capolinea a Bunnari vecchio. 
Ho parcheggiato l’auto al termine della strada omonima e ho incrociato un giovane e un anziano che seguivano il bestiame. Ho chiesto indicazioni sulle vecchie strutture dell’acquedotto, e l'anziano si è offerto di accompagnarmi. Ho accettato volentieri andando incontro alla serendipità. 
L'uomo aveva lavorato fin da bambino nella struttura poiché il babbo era uno dei custodi, lui stesso aveva fatto il tuttofare, non gli sembrava vero di avere qualcuno a cui raccontare la sua storia. Senza la guida avrei fatto due scatti veloci a quei ruderi umidi e abbandonati. Invece davanti ai miei occhi ha ripreso vita un mondo sconosciuto a gran parte dei sassaresi che pure da lì ricevevano la linfa vitale. L’anziano mi ha spiegato l’intero il processo di pulizia dell’acqua, insistendo su dettagli che non ho compreso del tutto e portandomi fin sotto la storica diga del 1878. 
Al termine del tour la fatidica domanda: dov’è l'ingresso della galleria? L'uomo indicò con un dito il dorso di una collina poco distante: «è lì, coperto da rovi e vegetazione, è praticamente impossibile accedervi, e poi lo sconsiglio poiché dopo pochi metri si apre un pozzo un tempo coperto da travi che probabilmente non esistono più. Ho percorso un’infinità di volte il tunnel, quand’ero giovane arrivavo in viale Adua in mezz'ora». Quest’ultima frase la pronunciò con fierezza. 
Il suo congedo: «sarebbe bello restaurare queste strutture e portarvi le scolaresche. I bambini avrebbero tante cose da imparare». È vero, per me è stata una lezione interessantissima.




3 commenti:

  1. Nella galleria si può entrare e penso che si possa anche percorrere facilmente.... l' ho percorsa più volte e non molto tempo fa...Non dico fesserie ho la campagna nelle vicinanze e conosco la diga e i suoi componenti come le mie tasche

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    1. Cose rare da vedere.....per caso conosci il percorso per la grotta del diavolo?????ci vorrei ritornare ma non so se ci si arriva passando da bunnari...

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  2. L'ho percorsa circa 25 anni fa, da viale adua a bunnari 1 km netto, allo sbocco di bunnari ci siamo fermati ma prosegue penso verso osilo, leggendo sul web in totale sono 7 km!!!!! ma dicono che in gran parte sia crollata (inaugurata nel 1880)

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