sabato 13 aprile 2013

Il benefattore che perse il cognome




«Sarà certo additato alla riconoscenza dei posteri, come un vero benemerito della carità». Anche a Enrico Costa capitò di pronunciare le fatidiche ultime parole famose. Il grande archivista dedicò questo elogio a un benefattore della sua epoca, non considerando che a volte i sassaresi hanno un modo tutto particolare di esprimere gratitudine e ricordo. E allora, visto che abito nella strada dedicata al protagonista di questa storia, propongo un piccolo post riparatore.

Il personaggio in questione è Carlo Rugiu, lo stesso Carlo Ruggiu che dà il nome alla traversa di via Savoia. La toponomastica e l’anagrafica ufficiale hanno arricchito di una G il suo cognome evidentemente un po’ gracilino. Non so chi sia stato il primo a raddoppiare, ma l’errore ha avuto molto successo. Fra cento anni lo stesso meccanismo di condizionamento dal linguaggio parlato potrebbe, ad esempio, trasformare l’attuale via Luna e Sole in Lunessole, come viene pronunciata oggi dai sassaresi. 
Ruggiu, pardon Rugiu, fu l’avvocato e consigliere comunale che si batté perché fosse tramandata la cronaca dei suoi anni ai sassaresi del futuro (sigh!): grazie a lui fu costituita una commissione per raccogliere fatti notevoli della storia di Sassari ma il gruppetto fece un buco nell'acqua. 
Merita di essere ricordato soprattutto perché nel 1864 trasformò un pezzo del convento di Cappuccini (che già nel 1855 aveva ospitato alcuni cittadini colpiti dalla storica epidemia di colera) in quello che Costa definì «un ospizio modello che ha fatto molto bene». A dispetto del suono geriatrico, l’ospizio era una sorta di casa famiglia dove i trovatelli ottenevano un tetto insieme alla possibilità di imparare un mestiere. Una struttura moderna e indispensabile per la Sassari dell’epoca. Grazie a questa trasformazione attivata da Rugiu, il colle diventò uno dei polmoni sociali della nostra città: nelle vicine ma isolate stalle nascerà più tardi il Rifugio Gesù bambino.

Dal 1991 l’ospizio è la prestigiosa sede del conservatorio di musica, in questi giorni omaggiato dalla visita del ministro Profumo. Ma prima della rinascita fu a lungo un rudere abbandonato. Avvolto in un’atmosfera da casa dei fantasmi, per noi adolescenti del quartiere era il luogo pericoloso dove si appartavano i tossicodipendenti. I bene informati sostenevano che all'interno ci fosse una stanza piena di riviste porno, ma solo i più coraggiosi avevano osato cercarla saltando il fossato dal campo nero di via Piave.

Carlo Rugiu è stato generoso anche da defunto. Qualche anno fa nella sua tomba è stato calato un altro concittadino famoso, l’ingegner Enrico Marchesi autore del primo piano regolatore della città: nel 1969 era stato sfrattato dalla sua dimora eterna ed era rimasto a lungo in una cassetta dentro una stanza del cimitero.
Ma essere un benefattore in vita e in morte niente ha potuto contro la dura legge delle consonanti raddoppiate alla sarda.

Una via indecisa

4 commenti:

  1. Post interessante. Abito a due passi dal conservatorio e non sapevo che anticamente fosse qualcos'altro.

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  2. Le scrivo ancora due parole sotto il post che mi ha portata qui: è bellissimo il suo modo di raccontare, pieno di sfumature, di richiami. Inoltre leggendo ritrovo un colore che ho imparato a conoscere e che adoro: l'ironia sassarese, che lei dosa perfettamente come una spezia preziosa, inimitabile, indispensabile per gustare davvero questa incredibile città. Le lascio il mio sorriso divertito, appagato, e la mia curiosità ora quasi insostenibile per me. Grazie ancora.

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  3. Caro Pietro Masala , bellissimo ed interessante racconto , anche perché anche io avendo trascorso la gioventù nel piazzale dei Cappuccini sono interessato a queste storie che mi trasportano indietro nel tempo.Io mando avanti un blog ,http://sancarloforever.blogspot.it/ che si occupa di cose di Sassari anni 60 e non solo , foto racconti storia etc, ti chiedo percò se ti fa piacere che posti questo racconto , naturalmente a tuo nome, come faccio per tutti.Grazie.

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  4. Grazie, conosco bene il vostro blog che trovo ricchissimo di spunti, aneddoti e curiosità. Ovviamente può farmi solo piacere che il post venga pubblicato anche da voi.
    Grazie e a presto

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